Raffaele Ciriello I bambini e la guerra Cartoline dall'Inferno, mostra fotografica del fotoreporter che a Ramallah filmò la sua morte, Codogno, 17 /3/'12-di Daniela Colamasi Stampa
Sabato 17 Marzo 2012 16:16

 

Raffaele Ciriello

I Bambini e la Guerra    Cartoline dall’Inferno

Mostra fotografica e incontro,Codogno (Lodi)  Vecchio Ospedale Soave sabato 17 marzo 2012 ore 17

Concerto a Milano di Alex Schiavo ‘Instant art per la vera Pace’, 13 marzo Piazza Cavour

 

Raffaele Ciriello  è il fotoreporter italiano caduto a Ramallah nel 2002 sotto i colpi di un talk israeliano. Stava documentando la rivolta dell’Intifada

di DANIELA COLAMASI   

Il suo sito è rimasto come lui  l’aveva lasciato prima di partire per la Palestina. Lì era andato per  filmare i sussulti dell’Intifada, ma ha filmato la propria morte. L’ultimo video è del 13 marzo 2002,  ragazzi con il mitra che sparano in una via impolverata, si espongono chiamandosi  l’uno con l’altro con cenni ed urla,  non sono organizzati e non hanno la tempra del combattente ma di chi in modo inconsulto si espone contro un nemico ben equipaggiato. La guerra è così, se hai un mitra o una qualsiasi arma sei un nemico. Ciriello aveva la sua cinepresa, eppure da un talk israeliano è partita una raffica che lo ha ucciso a morte. E le immagini di questo breve filmato cominciano a ballare finchè si fermano nella polvere. Un soldato rimasto ignoto ha sparato da un talk israeliano e Raffaele Ciriello a 42 è morto.

Freelance, Raffaele Ciriello aveva portato a termine reportage storici come le immagini e l’intervista a Ahmed Shah Massud, il Leone del Panjshir,  politico e stratega  afghano, rappresentante di una cultura letteraria raffinata,  molto amato per la sua lotta in favore di un Afghanistan libero dalle influenze sovietiche e talebane. Massud venne ucciso da due arabi che si erano presentati come giornalisti, esattamente due giorni prima dell’11 settembre. Di Ciriello restano le storie e le  immagini dal Rwanda, Somalia, Virunga, Sierra Leone, Eritrea, Libano, Kosovo, Pakistan, ex Iugoslavia, Saharawi, Iran. Articoli che portano anche la firma di molti amici giornalisti come Francesco Battistini, Massimo Alberizzi, Elisabetta Burba, Fausto Biloslavo, Massimo Cappon, Gian Micalessin, Gianandrea Gaiani, Giampiero Cannella, Michael Maren, Renzo Cianfarelli, Guido Santevecchi, Lorenzo Cremonesi, Ettore Mo, John jennings, Tim Johnston, Pamela Runyon. Tra gli articoli e le immagini quella di Miran Hrovatin e Maria Grazia Cutuli, la giornalista siciliana uccisa in Afghanistan sulla strada per Kabul con altri colleghi, Julio Fuentes, Harry Burton, Azizullah Haidari.

Nato in Lucania a Venosa da genitori di Ginestra, Ascanio Raffaele Ciriello  si era specializzato in chirurgia plastica a Milano la sua città d’adozione. Nel decennale della sua scomparsa alcuni eventi sono stati preparati per ricordare il suo lavoro incessante di inviato. L’artista Alex Schiavi gli dedica un concerto dal titolo ‘Instant art per la vera Pace’ e su iniziativa della moglie di Ciriello a Codogno è allestita una mostra con gli scatti che ritraggono i bambini e la guerra.

L’inaugurazione della mostra è fissata per sabato 17 marzo alle ore 17 a Codogno (LO) nella Sala Granata Viale Gandolfi 2 e resterà aperta fino al 14 ottobre 2012. Saranno presenti Donata Cutuli, sorella di Maria Grazia Cutuli, Fausto Bitoslavo de Il Giornale, Francesco Cito fotoreporter, Giorgio Fornoni Report, Gian Micalessin Il Giornale, Elisabetta Rosaspina Corriere della Sera. Moderatrice Elisabetta Burba di Panorama.

L’organizzazione della mostra è curata da Paola Navilli ed Elisabetta Ponzone, editing video Luigi Caprotti

La scelta di questo tema ‘’e la sua particolare attenzione nei confronti dei bambini, i civili più inermi, che incontrava sui fronti di guerra’’ è il motivo della mostra  ‘’voluta dall’Assessorato alla Cultura del Comune e dalla Pro Loco di Codogno, in collaborazione con la Provincia di Lodi, per riflettere sulla condizione dell’infanzia negata nel mondo. Raffaele, nell’assurda ferocia di tutti i conflitti che ha documentato, ha sempre cercato nei volti e negli sguardi dei più piccoli il dramma,ma anche l’umanità. Scatto dopo scatto, reportage dopo reportage, i civili e soprattutto i bambini diventano non più solo “anonimi effetti collaterali dei conflitti” ma protagonisti e speranza di un mondo possibile.’’

 

www.raffaeleciriello.com

www.comune.codogno.lo.it

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