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Scénario Musica è una rivista  che ospita saggi, approfondimenti e informazioni volti a fornire strumenti di studio nell'ambito della Storia della Canzone Italiana moderna e contemporanea,senza tralasciare altri generi e tradizioni musicali.

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Nabucco di Verdi apre Macerata Opera Festival 2013-di Antonio Votino PDF Stampa E-mail
Sabato 27 Luglio 2013 22:51

 

 

 

 

Un Nabucco che non ti aspetti

Apre il Macerata Opera Festival 2013 una rappresentazione originale dell’opera Verdiana

Muri e Divisori rassegna direttore artistico Francesco Micheli al Sferisterio

 

fotoservizio di Antonio Votino


Sempre difficile commentare una prima, quella del 19 luglio 2013 a Macerata, nella splendida cornice dello Sferisterio, è stata una rappresentazione del Nabucco diversa, originale nella scenografia, essenziale, forse sottotono negli interpreti.

L’edizione 2013, la quarantanovesima, del Macerata Opera Festival che si tiene anche quest’anno nella città marchigiana è dedicata all’opera di Giuseppe Verdi con due titoli, il Nabucco (in scena il 19 e 26 luglio, 2 e 4 e 9 agosto 2013) ed il Trovatore (20 e 27 luglio, 3 e 10 agosto). Il nome dato alla rassegna è Muri e Divisori, Muri che il direttore artistico del festival, Francesco Micheli, intende abbattere per avvicinare il pubblico dei giovani all’opera, Divisori perché esiste di fatto una distinzione netta tra l’opera secondo i canoni rappresentativi tipici della lirica e questa opera in scena a Macerata.

Iniziamo con ordine. La prima si è svolta in una fresca e piacevole serata, con il solito contorno di autorità che presenziano ad un evento di questa portata ma con alcuni tratti distintivi che raccontiamo. Il primo cittadino di Macerata, Romano Carancini, ha invitato i due ambasciatori che l’opera coinvolge anche nella scenografia particolare (una Gerusalemme riprodotta a mo’ di plastico urbano con sole bottiglie di plastica), molto felici di partecipare sono sembrati Sabri Atayeh, ambasciatore palestinese in Italia e Naor Gilon (nella foto con il sindaco Carancini), ambasciatore israeliano.

 

Lo scenario naturale dell’arena Sferisterio, un bellissimo teatro all’aperto, ha fatto da quinta alle immagini di vita contemporanea di Gerusalemme che aprono l’opera, un legame tra il recente ed il passato che l’opera racconta. Scene di vita quotidiana che irrompono fino alla comparsa dal buio della pianta della città delineata con bottiglie di plastica (effetto garantito dalla rifrazione delle luci e dal luccichio generato dalla plastica) che rappresenteranno per gran parte dello spettacolo l’unica scena montata. Il regista torinese Gabriele Vacis ha voluto usare le luci per rendere solenni alcuni dei momenti più belli dell’opera. La scena poi viene presa dai protagonisti, il baritono Alberto Mastromarino nel ruolo di Nabucodonosor, Valetr Borin che impersona Ismaele, il mezzosoprano Gabriella Sborgi, Fenema ed il soprano Virginia Tola nel ruolo di Abigaille, a finire Zaccaria, Giorgio Giuseppini. L’opera prosegue come da libretto ma si vedono anche armi moderne e generali in basco rosso che rendono la rappresentazione molto al di fuori dei canoni tradizionali e suscitano qualche perplessità nella forzata rappresentazione di modernità dell’opera. I prigionieri sono presentati in tuta arancione (Guantanamo?), focolai di battaglia e muri di bottiglie di plastica che si muovono in scena a formare barriere che possono colorarsi e dare il senso allo spazio scenico.

Il contrasto con l’opera come pensata all’epoca e come siamo abituati a vederla è notevole, e anche se lo scenario naturale davvero vale la trasferta nella città marchigiana nel complesso la debolezza si fa sentire. Giuseppe Verdi e Temistocle Solera hanno scritto una delle pagine della lirica più belle, un affresco corale dove popoli recitano il ruolo primario, la rivisitazione del Macerata Opera Festival piacerà ai giovani ma fa storcere il naso agli amanti dell’Opera Verdiana nelle versioni magistrali e corali che hanno evidentemente ben altri budget.

Si salva pienamente, oltre alla perfetta organizzazione dell’amministrazione comunale e dell’ente promotore, anche l’Orchestra Filarmonica Marchigiana diretta dal maestro Antonello Alemanni, complice anche la perfetta acustica dello Sferisterio che ha dato il massimo raccogliendo applausi convinti. Il Macerata Opera Festival prosegue anche con il Festival Off che invita con il suo ricco programma anche a visitare la città, a partire dall’evento del primo agosto la “Notte dell’Opera” allorché Macerata offrirà il suo volto migliore, il suo centro storico fatto di belle piazze e stradine medievali e sarà campo di battaglia del Trovatore.

Gli Aperitivi Culturali che si terranno dal giovedì alla domenica saranno il punto di incontro con filosofi, giornalisti, musicologi, storici e le opere in cartellone. Un ricco programma anche fuori dal teatro quindi per provare a vivere la lirica in modo veramente diverso.

 

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