Il futuro della discografia - PMI lettera aperta alla stampa Stampa
Lunedì 20 Luglio 2015 11:24

 

 

 

Dibattito sul futuro della discografia

 

lettera aperta alla stampa

PMI

Produttori Musicali Indipendenti

 

 

 

 

 

 

 

riceviamo e volentieri pubblichiamo. Siamo a disposizione per qualsiasi iniziativa che possa essere d'aiuto al mondo musicale e artistico italiano - il Direttore

 

In questi giorni è stata pubblicata un’intervista realizzata ai 3 presidenti delle filiali italiane delle multinazionali Sony, Warner, Universal, ed al Presidente dell’associazione di categoria che le racchiude, ovvero FIMI.

Reputiamo che sia importante trasmettere il punto di vista di PMI, l’associazione che racchiude oltre 130 aziende indipendenti italiane tra le più rappresentative. E’ fondamentale comprendere che si tratta del punto di vista di imprenditori italiani che investono denaro proprio in un settore come quello musicale che sta attraversando da anni un declino inarrestabile nei numeri.

 

Oggi purtroppo le multinazionali della musica svolgono il ruolo di banche. L’Artista, dal più importante all’esordiente, si produce in autonomia album, video, cover, segue la comunicazione in prima persona, e l’utilità della major è finanziare economicamente il progetto.

 

Le major lanciano in radio, nel complesso, circa 50 nuovi singoli ogni settimana, tra priorità italiane ed internazionali, pur avendo ridotto di gran numero i dipendenti al loro interno. La domanda è spontanea: come fanno a garantire per ognuno di questi 50 Artisti il giusto lavoro, l’attenzione e la cura che ogni progetto necessita?

 

Difatti la loro strategia non è far crescere gli Artisti, ma occupare quote di mercato, mettendo sotto contratto ed ai nastri di partenza un numero indefinito di Artisti, lasciandoli alla deriva se dopo il primo singolo non si sono ottenuti i riscontri previsti.

 

Parliamo di scouting? E’ questo che significa lavorare sui nuovi talenti? Ovvero firmare praticamente solo Artisti che escono dai talent show, che a parte eccezioni che si contano sulle dita di una sola mano, spariscono l’anno dopo. E’ scouting offrire contratti vantaggiosi ed irrecuperabili ad Artisti già sotto contratto con le aziende indipendenti, sperando di portarli nel proprio roster?

 

Scegliere un progetto ed investire danaro, tempo, passione ed energia per più anni. Questo è ciò che fanno gli imprenditori, con le poche risorse che hanno a disposizione. Senza lasciare che le cose si muovano da sole o grazie alla spinta di un talent show. E’ una missione difficile, ma c’è chi ogni giorno continua a farlo, con sempre meno mezzi, ma con tanta voglia di esserci, di considerarsi contributore della straordinaria idea della diversità culturale e dell’espressione.

 

Le majors dovrebbero comprendere che non sono più l’eldorado della musica. E che gli Artisti hanno percepito come utile non il logo sul retro del CD fisico, ma i professionisti che sono al loro fianco, ogni giorno. Che mettono la loro faccia ed impiegano capitali propri, offrendo posti di lavoro.

 

Prima capiranno questo prima eviteranno di cadere nel ridicolo come successo in questi giorni annunciando e comunicando con tanto di foto la consegna di un disco d’oro per un free download.

 

Se il loro modo di far crescere la percezione della musica è questo, noi non ci riconosciamo e con forza comunichiamo la nostra diversità.

 

Mario Limongelli - Presidente

 

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