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Scénario Musica è una rivista  che ospita saggi, approfondimenti e informazioni volti a fornire strumenti di studio nell'ambito della Storia della Canzone Italiana moderna e contemporanea,senza tralasciare altri generi e tradizioni musicali.

Compito del periodico è cogliere il carattere specifico di interpreti, autori dei testi, compositori, musicisti e direttori d'orchestra, scrittori ed editori, ma anche Istituzioni, Scuole, Conservatori auspicando una futura storicizzazione della Storia della Canzone Italiana.

Registrazione in Tribunale n.10/15 R.G. del 06/08/2015

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Mimmo Cuticchio,e il canto dell'aedo in un libro,26 maggio PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Maggio 2011 20:43

Mimmo Cuticchio

La nuova vita di un mestiere antico

In viaggio con l’Opera dei Pupi e il Cunto

 

Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania

Giovedi 26 maggio h.17,30

REDAZIONALE 

ODE'Onlus Accademia di Arti sceniche compagnia giovani segnala che giovedì 26 maggio alle 17,30, presso l'auditorium "De Carlo" del monastero dei Benedettini, piazza Dante 32 Catania, Sergio Reyes presenterà il libro di Mimmo Cuticchio, La nuova vita di un mestiere antico. In viaggio con l'Opera dei pupi e il Cunto, edito da Liguori.Oltre a Mimmo parleranno del volume Ezio Donato, Fernando Gioviale, Maria Lombardo.Come tutti gli uomini di teatro Mimmo Cuticchio ama il pubblico e quindi, quanto più numerosi saranno i presenti tanto meglio riuscirà l'evento.E poi, dato che lui é un grande affabulatore e persona di grande simpatia, credo che si tratterà di un pomeriggio particolarmente divertente oltre che interessante. Mimmo Cuticchio racconta con tono affabile e appassionato la storia dei pupi siciliani, suoi consanguinei, suoi fratelli e figli, protagonisti insieme a lui di un’arte antica e nobile che, grazie al suo genio, hanno acquistato nuova vita e fatto conoscere le loro gesta al mondo intero. Ma questo libro è anche la storia di come un bambino può invaghirsi della moltitudine di personaggi che affollano la sua fantasia, e di come questo innamoramento può accompagnarlo per tutta l’esistenza sublimandosi in arte; è il racconto di un mestiere tramandato per molte generazioni, e di come le sapienze e le abilità possono essere apprese  e trasmesse.Una vita intera trascorsa come un percorso di formazione in cui il protagonista ha conservato intatto il gusto di stupirsi e di continuare ad apprendere per trasferire poi questo vissuto in un linguaggio sempre più coinvolgente, in un rapporto di complicità col suo pubblico che rende i suoi spettacoli godibili in qualunque paese del mondo.

La voce che accompagna il teatro di Cuticchio, come l’arte del “cunto”, forma antica del narrare epico, è un suono che arriva da molto lontano – addirittura dagli aedi dell’antica Grecia – e che aleggia anche nelle pagine di questo libro conferendogli un’atmosfera carica di passione e di magia. Grazie a Cuticchio l’orizzonte teatrale dei pupi, senza nulla perdere del valore della sua tradizione cavalleresca, spazia dal mondo dei poemi omerici alle tragedie shakespeariane, all’opera lirica, alle leggende popolari, con un linguaggio sempre più asciutto e ironico, ma al tempo stesso poetico, proprio di un artista d’avanguardia. La descrizione suggestiva dei luoghi e le molte vicende umane che vi si svolgono rappresentano per il lettore un’esperienza emotiva davvero singolare che lo affascina come se egli stesso vivesse in prima persona un’avventura in cui è naturale identificarsi e lasciarsi trasportare. 

Mimmo Cuticchio

 Mimmo Cuticchio nasce nel 1948, quando il padre Giacomo, puparo “camminante” (girovago), si stabilisce a Gela (CL). La sua infanzia è segnata dal mondo fantastico dell’“opra”, ma la giovinezza non è un idillio fiabesco. Pur ricevendo un’educazione improntata ad un assoluto rispetto per la tradizione, si trova ad affrontare una realtà sempre più estranea ai valori della cultura popolare. La sua biografia è segnata da esperienze importanti e da incontri come quello con Salvo Licata che lo sosterrà nella sua ostinata ricerca di una vita “contemporanea” all’Opera dei Pupi. Nel 1963 partecipa al VI Festival dei Due Mondi di Spoleto. Nel 1967 trovandosi a Parigi con il padre per uno spettacolo all’ambasciata italiana decide di restare, e per alcuni mesi dirige un teatrino di pupi al Boulevard St. Michel dove realizza, tra l’altro, Tullio Frecciato da un antico canovaccio dell’opra. L’insofferenza per la disciplina paterna va oltre il conflitto generazionale. Nel 1970 Mimmo avverte la necessità di un altro maestro, che riconosce nel puparo e cuntista Peppino Celano il quale gli fornisce strumenti nuovi ed efficaci per raggiungereuna personale consapevolezza e maturità espressiva. Alla morte del maestro, Cuticchio si dedica al proprio teatrino che apre nel ’73e nello stesso tempo scrive il suo primocopione, Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro, cui fanno seguito la Passione di Cristo, Genoveffa di Brabante e il recuperodi alcune farse della tradizione. Nel ’77 fonda l’Associazione Figli d’Arte Cuticchio con la quale realizza alcuni lavori importanti, tra i quali L’Infanzia d’Orlando (1990), Don Turi e Ganio di Magonza (1994, prodotto dal Teatro Stabile di Palermo con Ciccio Ingrassia). Nel 1983, a dieci anni dalla morte del maestro, Cuticchio realizza in pubblico il suo primo spettacolo sul cunto, La Spada di Celano.

Dal 1989, per Mimmo Cuticchio inizia il periodo di equilibrio fra la presa di distanza e l’assenza di distacco dal patrimonio di cui è erede; la tecnica del puparo, la sua biografia, la solitudine dell’artista mal compreso, i personaggi delle sue storie, le ombre che essi proiettano nel vissuto di un uomo d’oggi, si intersecano come nel migliore teatro di poesia. Avviene una svolta nel suo percorso ormai definitivamente indirizzato verso una “rifondazione” del teatro dei pupi. Nascono gli spettacoli Visita Guidata all’Opera dei pupi, Francesco e il Sultano, L’Urlo del Mostro e alcune “serate speciali” che legano i modelli del cunto e dell’opra tradizionali ad un impegno civile e artistico che rispecchia la società contemporanea. Parallelamente, Cuticchio ha sviluppato un percorso sul teatro musicale realizzando una commistione teatrale, per pupi, attori e musici, tra opra ed opera: Il combattimento di Tancredi e Clorinda, (1990), una partecipazione al Tancredi di Rossini per la Staatsoper di Berlino (1994), Tosca (1998), Manon (1999), La terribile e spaventosa storia del Principe di Venosa e della bella Maria (1999, con musiche di Salvatore Sciarrino), Macbeth (2001), Don Giovanni all’Opera dei Pupi (2002) con le musiche di Mozart, La Rotta di Moby-Dick (2003), Alla ricerca di Troia (2004) con musiche di Giacomo Cuticchio, El Retablo de Maese Pedro con musiche di De Falla (2004), Il Cunto di un Don Chisciotte suonato con musiche degli Ut Comma (2005), Il Risveglio di Don Chisciotte – Prime avventure - Teatro del Teatro – Duello Finale (2005), Dal Catai a Parigi – Angelica alla corte di Re Carlo (2006), Aladino di tutti i colori (2007), La riscoperta di Troia (2007), Tancredi e Clorinda (2009). Nel 1997 fonda e dirige a Palermo la prima scuola per pupari e cuntisti, all’interno della quale dirige laboratori sulla narrazione e sul teatro dei pupi.

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